Copywriter, social media specialist, digital strategist.

Fabiano Farina è nato e vive a Salerno. Ha studiato economia all’Università degli Studi di Salerno e ha diversi interessi, fra cui la musica e la scrittura. Di quest’ultima ne ha fatto un mestiere, qui il portfolio lavori.

Ha lavorato come copywriter da libero professionista; è stato Responsabile Comunicazione presso la Mediateca Marte di Cava de’ Tirreni; ha lavorato presso l’Agenzia Digital About Lab. Ora è copywriter e socio dell’agenzia pubblicitaria Verve Adv.

 

Esperienze lavorative

  • Copywriter presso Verve Adv Srl – dal novembre 2017 ad oggi
  • Copy chief presso UpAdv Srl – dal gennaio 2017 al novembre 2017
  • Libero professionista – da maggio 2016 a gennaio 2017
  • Responsabile Comunicazione Marte Mediateca Srl – da luglio 2015 a marzo 2017
  • Copywriter presso About Lab Srl – da novembre 2014 a luglio 2015
  • Copywriter presso Calenda166 Coworking – da gennaio 2013 a novembre 2014

Skills

  • Esperto WordPress e Woocommerce
  • Ottima conoscenza di Photoshop, Illustrator, Premiere, After Effect
  • Esperto di Social Media e di gestione delle inserzioni pubblicitarie
  • Esperto di Google AdWords
  • Ottima conoscenza degli strumenti fotografici (attrezzatura: Sony Nex 6, Sony HandyCam 4k)
  • Ottima conoscenza del pacchetto Office
  • Ottima conoscenza degli ambienti iOS e Linux
  • Ottima conoscenza linguaggio HTML
  • Ottime doti relazionali e organizzative

 

Formazione e Certificazioni

  • Certificazione Google Digital Training
  • Certificazione SEO e SEM rilasciata da Ninja Marketing
  • Certificazione Web Writing e Web Editing rilasciata dal Sole24ore Business School
  • Certificazione Responsabile Documentale Digitale D’Impresa rilasciata dalla Media Artex – Microsoft Partner
  • Laureando in Economia e Gestione delle Pubbliche Amministrazioni
  • Maturità Classica

 


Mi occupo di parole.

Quando a tredici anni ti regalano Linux Mandrake, a venti la versione Ubuntu ti sembra per principianti.

Poi inizia a piacerti, l’informatica dico, e alcune definizioni da parole crociate per le funzioni di Microsoft Word ti sembrano così assurde! Sono operazioni, oramai, automatiche.

E poi vivi il periodo mIRC, compili in html il tuo script personale e cancelli un paio di icone dal desktop di qualche tuo amico con un trojan. Ma è già il momento di Msn, quando gli ormoni sono a mille, e trovare la e-mail della tipa che ti piace non è così facile come sembra. “Che vergogna”, pensi.

Poi arriva Facebook, ecco, e la vergogna scompare. Ti iscrivi per trovare qualche foto di una tua vacanza a Bruxelles, nel marzo del 2008, caricate da Tom, belga doc. Ad agosto si iscrivono tutti e “aggiungi” tutti e pensi che oltre alle ragazze possono crearsi interazioni che con mIRC e Msn prima erano impossibili.

Nel frattempo, in preda ad una febbre da cavallo che speri di curare con una bottiglia di vino intera, ti ritrovi a scrivere di getto un piccolo romanzo. Poche migliaia di caratteri (spazi inclusi, eh!) che ti piacciono tanto, ti liberano e ti rilassano. Ti piace scrivere.

Mentre poi decidi a quale facoltà iscriverti (medicina? no! ingegneria? ma scherziamo?) ti iscrivi a Twitter e non capisci a cosa serve e lo lasci “in quarantena”, come uno strumento del demonio che tutti dicono abbia un potenziale.

Scegli economia, studi il mercato, le varie forme e criticità, l’assurdità di una sua ipotetica “perfezione”. E poi gestione del personale, marketing, e poi capisci che esistono delle regole e trovi interessante anche il diritto. Nel frattempo ti iscrivi a Instagram e ti senti fotografo con tutti quei filtri. E, naturalmente, continui a scrivere. Romanzi? Anche. Ti chiedi come possa essere fare il giornalista, decodificare un comunicato stampa illegibile, andare a noiosissime conferenze e incontri e presentazioni di libri. In quante battute devo descrivere questa schifezza? “Mi servirà”, pensi, “mi servirà”. E infatti mi è servito.

Scrivere pezzi sul web è diverso: hai una infarinatura di html, conosci le app per personalizzare le foto, hai sentito così tanta musica da chiederti “cos’è un embed?”. Le regole sono diverse. Dicono si chiami SEO. E vai avanti così, imparando, capendo che Twitter serve, che Google+ apparentemente, invece, non serve, che i social network non sono più uno strumento adolescenziale.

Capisci che saper scrivere è fondamentale, ma è anche inutile se non conosci i tuoi lettori, se non fai una ricerca di mercato.

È bello sapere che un piacere come la scrittura si sia unito con prepotenza ai tuoi studi economici.

Potrebbe essere tutto così fluido… se solo assecondassimo le nostre passioni e i nostri obblighi.

   Questo è il motivo per cui ho scelto di essere un copywriter. Nient’altro che per parte della mia vita.